Secondo l’AG Kokott, i singoli avrebbero diritto al risarcimento dei danni alla salute per violazione della direttiva n. 2008/50/CE sulla qualità dell’aria, nei confronti di uno Stato dell’Unione, qualora si dimostrasse la sussistenza di un nesso causale diretto tra l’effetto nocivo e il soggiorno in un luogo in cui i valori limite di PM10 o biossido di azoto presenti nell’atmosfera applicabili fossero stati superati, in assenza di un piano di miglioramento della qualità dell’aria ambiente secondo quanto previsto dalla normativa europea.

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