Organizzazione del Lavoro

RISCHI DI TIPO ORGANIZZATIVO

(DIFFERENZE DI GENERE ED ETA’, STRESS LAVORO CORRELATO E VIDEOTERMINALE)

Sono i rischi che dipendono dalle cosiddette “dinamiche aziendali”, cioè dall’insieme dei rapporti lavorativi, interpersonali e di organizzazione che si creano all’interno di un ambito lavorativo. L’organizzazione del lavoro, ad esempio, svolge un ruolo fondamentale soprattutto per quanto riguarda l’intensità del lavoro sia dal punto di vista psicologico che fisico, quindi i rischi che ne possono derivare devono essere attentamente valutati dal datore di lavoro e dal medico competente.

Di questa catalogazione dei rischi fa parte un rischio particolare denominato “rischio di stress da lavoro correlato”, il quale viene considerato uno dei più difficili da individuare a causa dell’assenza di un danno causato immediatamente riscontrabile. A questa tipologia appartengono soprattutto quei rischi di origine psico-sociale che colpiscono l’aspetto emotivo del lavoratore.

Per le imprese, gli effetti negativi possono consistere in una scarsa redditività produttiva, un maggiore assenteismo, l’eccessivo presenteismo dei lavoratori, i quali persistono nella prosecuzione delle attvità lavorative anche in caso di malattia, un aumento dei tassi di incidenti ed infortuni. I costi per le imprese, legati a stati patologici e minore redditività del personale vengono valutati in miliardi di euro a livello nazionale.

Lo studio SicurezzAmbiente, ha già affrontato in numerosi casi lo studio di tali tipologie di rischio, conducendo il processo di  valutazione dei rischi organizzativi, secondo le indicazioni della Commissione consultiva, secondo la seguente sequenza temporale di azioni:

  • Valutazione preliminare, detta anche valutazione “oggettiva”;
  • Individuazione e attuazione degli interventi correttivi, se necessari, in base ai risultati della valutazione preliminare (qualora la valutazione preliminare desse luogo ad una valutazione di rischio basso, non saranno necessarie altre azioni; si dovrà aggiornare indicativamente ogni due anni la valutazione già effettuata);
  • Verifica dell’efficacia degli interventi attuati;
  • Valutazione approfondita (analisi dell’organizzazione del lavoro percepita), ove gli interventi correttivi siano risultati inefficaci;
  • Individuazione e attuazione di ulteriori interventi correttivi, se necessari, in base ai risultati della valutazione approfondita;
  • Monitoraggio e aggiornamento della valutazione.

APPROFONDIMENTI

La Commissione consultiva per la valutazione dello stress lavoro-correlato, nella Circolare del Ministero del Lavoro del 18 novembre 2010, ha indicato alcuni dei fattori di rischio che debbono essere considerati e ha disegnato un processo di valutazione che necessita di alcune azioni preliminari.

Tra queste la commissione consultiva raccomanda:

  • “iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte a lavoratori, dirigenti e preposti”, in quanto possono risultare utili per favorire una partecipazione consapevole;
  • definizione delle modalità con cui sentire i RLS/RLST e/o i lavoratori, obbligo, previsto nella Circolare 18 novembre 2010 limitatamente ai fattori di contesto e di contenuto del lavoro.
  • L’utilizzo della formazione/valutazione in questa fase preliminare, realizza diversi vantaggi e, proprio come indicato nella Circolare, permette di assolvere alle raccomandazioni sopra richiamate:
  • i lavoratori e/o gli RLS che partecipano all’attività di formazione/valutazione vengono ascoltati e coinvolti nell’analisianche dei fattori di contenuto e di contesto;
  • se opportunamente gestita, la formazione/valutazionepuò realizzare, al pari delle tecniche di focus group, la valutazione approfondita (soggettiva).
  • Una volta realizzate le azioni propedeutiche è possibile avviare il processo di valutazione dei rischi organizzativi che consisterà, secondo le indicazioni della Commissione consultiva, in una sequenza temporale di azioni:
  • Valutazione preliminare, detta anche valutazione “oggettiva”;
  • Individuazione e attuazione degli interventi correttivi, se necessari, in base ai risultati della valutazione preliminare (qualora la valutazione preliminare desse luogo ad una valutazione di rischio basso, non saranno necessarie altre azioni; si dovrà aggiornare indicativamente ogni due anni la valutazione già effettuata);
  • Verifica dell’efficaciadegli interventi attuati;
  • Valutazione approfondita(analisi dell’organizzazione del lavoro percepita), ove gli interventi correttivi siano risultati inefficaci;
  • Individuazione e attuazione di ulteriori interventi correttivi, se necessari, in base ai risultati della valutazione approfondita;
  • Monitoraggio e aggiornamentodella valutazione.

Le indicazioni del Ministero del lavoro e delle politiche sociali contenute nella Circolare 18 novembre 2010, sono state definite come il livello minimo di attuazione dell’obbligo, che prevede sia una fase necessaria (la valutazione preliminare) ovvero obbligatoria, che una fase eventuale (valutazione approfondita) da attivare (obbligatoriamente) solo se gli interventi correttivi – attuati a seguito di una valutazione preliminare che indichi la presenza di rischi non trascurabili – non dovessero risultare efficaci.

Nella proposta ora delineata l’utilizzo della formazione/valutazione che può essere attivata già nella fase preliminare consente:

  • di approfondire sempre la valutazioneattraverso la partecipazione attiva dei lavoratori coinvolti, ed andare oltre il livello minimo di attuazione;
  • di comprendere come l’organizzazione formale del lavoro viene percepitae vissuta in concreto;

di modificare e riprogettare la propria organizzazione del lavoro attraverso un processo di coinvolgimento dei lavoratori ai quali si chiede e si garantisce cooperazione, condivisione e partecipazione.

METODO DI LAVORO

  • Elaborazione dell’offerta sulla base dello studio dei fabbisogni aziendali;
  • Preparazione delle attività sul campo mediante studio preliminare delle informazioni fornite dal cliente in merito ai rischi in studio;
  • Raccolta delle informazioni necessarie per lo svolgimento delle attività di rilevazione e valutazione e verifica dell’organizzazione dell’azienda in merito agli aspetti presi in considerazione;
  • Elaborazione della valutazione dei rischi con redazione del piano degli interventi e proposta su eventuali modalità operative e specifiche da adottare;
  • Fornitura delle valutazioni specifiche in formato cartaceo e/o supporto elettronico.